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  FUTURISTI: MARINETTI, BALLA, BOCCIONI, CARRA', SEVERINI, RUSSOLO, DEPERO

   
Rovereto, 13 gennaio 2009 (brevi di cronaca). Accanto a Marinetti, vero e proprio deus ex machina del movimento, compaiono sulla scena Balla, Boccioni, Carrà, Severini, Russolo, che attribuiscono al movimento, concepito originariamente come letterario, una propria concreta fisionomia artistica.


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Una coppia d’assi per Chopin: il maestro Alexandre Rabinovitch-Barakovsky e la pianista Leonora Armellini al Pollini il 31 marzo e il 1° aprile

L'unica fotografia conosciuta di Frédéric Chopin risale al 1849 ed è attribuita a Louis-Auguste Bisson.

Padova, 28 marzo 2008. Insieme per il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Fryderyk Chopin. L’Orchestra di Padova e del Veneto impegnata anche nella “prima” italiana di “Ash” di Michael Torke e la Sinfonia n. 4 di Schumann.

I due concerti saranno preceduti da una prova generale aperta al pubblico lunedì 31 marzo 2008 alle ore 10.30 sempre all’Auditorium Pollini.

Info web Orchestra di Padova e del Veneto

www.pvorchestra.org

Biglietti: prova generale: interi euro 5,00, ridotti studenti euro 3,00. Concerti: biglietti interi euro 20,00, ridotti euro 13,00, studenti conservatorio euro 5,00.

Per informazioni: Orchestra di Padova e del Veneto, via Marsilio da Padova n. 19, tel. 049 656848-656626 (orario 9.00-17.00), e-mail info@pvorchestra.org

Lunedì 31 marzo 2008, ore 10.30 prova generale

Lunedì 31 marzo 2008, ore 21.00 turno A- Martedì 1 aprile 2008, ore 21.00 turno B. Auditorium C. Pollini - Musiche di Michael Torke, Fryderyk Chopin e Robert Schumann. Orchestra di Padova e del Veneto - Alexandre Rabinovitch Barakovsky, direttore - Leonora Armellini, pianoforte.


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L'Ara Pacis cp. 1: IL MONUMENTO E IL FREGIO

Roma, 2 maggio 2008. L'Ara Pacis rappresenta una delle più alte espressioni dell'arte augustea e insieme un'opera dai profondi rimandi simbolici, che acquistano significato nel quadro del passaggio storico dalla Repubblica al nuovo assetto imperiale.
La sua costruzione fu votata dal Senato romano nel 13 a.C. per celebrare il vittorioso ritorno di Augusto dalle provincie occidentali, come lo stesso princeps ricorda nel racconto delle sue Res gestae. Poiché la dedicatio del monumento fu celebrata il 30 gennaio del 9 a.C., sappiamo che il completamento dell'opera richiese in tutto tre anni e mezzo, necessari alla realizzazione della ricca e complessa decorazione, affidata con tutta probabilità a scultori neoattici attivi a Roma nel I sec. a.C.
L'Ara Pacis è costituita da un recinto con due fronti di m.11,63 e due lati di m.10,625. Al centro dei lati più corti due aperture danno accesso all'altare propriamente detto, sul quale venivano compiuti i sacrifici.
La decorazione scultorea corre sia sul lati esterni che su quelli interni del recinto. Quella esterna si svolge su due fasce: la superiore reca un fregio figurato, l'inferiore una decorazione vegetale a girali d'acanto. Questa decorazione a bassorilievo rappresenta uno dei capolavori della scultura classica. I girali si sviluppano con simmetria rigorosa intorno all'asse disegnato dallo stelo verticale dell'acanto e celano nel fogliame piccoli animali (lucertole, serpenti, scorpioni e rane) o si intrecciano con rami di altre piante (uva, edera ed alloro). L'intera composizione è sormontata e ritmata dalla presenza di cigni ad ali spiegate in posizione araldica. L'evidente valenza simbolica dell'intero disegno e dei singoli elementi allude allo stato aureo di natura e al ritorno di un'età di rinascita e prosperità sotto la guida del princeps. 


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L'Ara Pacis ch. 2: L' ARA PACIS NEL CAMPO MARZIO
Roma, 2 maggio 2008. Il greco Strabone ci ha lasciato un resoconto ammirato della Roma augustea, che in quegli anni si andava estendendo entro i confini del Campo Marzio, all'incirca tra l'antica via Flaminia, attuale via del Corso, e l'ansa del Tevere oggi percorsa da corso Vittorio Emanuele II.
Dopo aver descritto l'ampia pianura verdeggiante, ombreggiata da boschi sacri, dopo aver detto dei portici, dei circhi, delle palestre, dei teatri e dei templi che vi erano stati edificati, Strabone passa a parlare della sacralità del luogo, sancita soprattutto dalla presenza dei due monumenti che ne segnano il confine settentrionale: il Mausoleo di Augusto, la tomba dell'imperatore, e l'ustrinum all'interno del quale verrà bruciata nel 14 d.C. la sua spoglia mortale. Tra il Mausoleo e l'ustrinum un bosco sacro, ricco di amene passeggiate. A sud-est, distante circa 300 metri, un monumentale orologio solare, il Solarium o Horologium Augusti, e l'Ara Pacis, non descritti da Strabone, chiudevano quest'area del Campo Marzio a cui l'imperatore aveva voluto affidare la sua memoria. L'Ara Pacis sorgeva lungo la via Flaminia, esattamente alla distanza di un miglio dal pomerium, lungo il limite all'interno del quale decadevano i poteri militari del magistrato. Scoperta e aperta su due lati come il tempio di Giano a sud di Roma, essa probabilmente rappresentava un accesso simbolico alla città da settentrione, come il tempio di Giano, legato anch'esso alla simbologia del passaggio guerra-pace, ne costituiva l'ingresso meridionale.

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L'Ara Pacis cp.3: IL RITROVAMENTO


Roma, 2 maggio 2008. Il ritrovamento dell'Ara Pacis si svolge lungo un arco di tempo di quasi quattro secoli. Nel 1568, sotto il palazzo Peretti, furono ritrovati nove grandi blocchi di marmo scolpiti su entrambi i lati. Supponendo la loro appartenenza ad un arco domizianeo, i blocchi venivano acquistati per conto del Granduca di Toscana e per la maggior parte trasferiti a Firenze, dopo essere stati segati nel senso dello spessore per facilitarne il trasporto e l'esposizione. Non tutti i frammenti seguivano però strade così lineari e documentate: un grande frammento figurato finiva al Louvre, ove tuttora si trova, un secondo ai Musei Vaticani, mentre quasi tutte le parti decorate a festoni venivano murate nella facciata di Villa Medici al Pincio, dove sono ancor oggi. 


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L'Ara Pacis cp. 4: IL PADIGLIONE NOVECENTESCO

Roma, 2 maggio 2008. Quando nel 1937 il Ministro per l'Educazione Nazionale fu investito di ampio mandato per la ricostruzione dell'Ara Pacis, si pose il problema della collocazione del monumento. Esaminate varie proposte, la scelta cadde sull'area prospiciente il Mausoleo d'Augusto, i cui scavi erano appena terminati, ritenendo di poter ricostruire su di essa un centro di memorie augustee.
La scelta del terreno comportò l'esproprio di alcuni edifici, anche di interesse storico, e la loro demolizione. Si decise quindi di edificare sull'area così "liberata" un padiglione a protezione del monumento. Un progetto preliminare veniva redatto dall'architetto Morpurgo, già curatore della sistemazione di piazza Augusto Imperatore. Il suo disegno, vincolato alla limitata estensione dell'area edificabile, faceva del padiglione un quarto lato a chiusura della piazza, che intendeva divenire in questo modo un raccoglitore di memorie romane. Di fatto, anche a causa del clima che portava al varo delle leggi razziali, il progetto dell'architetto ebreo Ballio Morpurgo non veniva mai realizzato, pur ispirando la progettazione e l'esecuzione dei tecnici del Comune di Roma.
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L'Ara Pacis co. 5: IL PROGETTO MEIER
Roma, 2 maggio 2008 (i testi sono stati ricavati dal sito ufficiale http://www.arapacisaugustae.it/). La decisione di riedificare l'Ara Pacis nel suo sito attuale non fu determinata da preoccupazioni circa la sua tutela o in vista di una sua esposizione ottimale, ma da ragioni di propaganda politica. Il complesso di piazza Augusto Imperatore era infatti concepito per essere un nuovo centro storico-mitologico della città moderna e del moderno impero. Al centro del progetto il Mausoleo di Augusto, da poco tempo "liberato" con l'intenzione di fame l'ultima dimora del Duce. Ad ovest l'Ara Pacis, sulla stretta striscia tra le due direttrici di via di Ripetta e del Lungotevere, doveva invece risolvere architettonicamente e simbolicamente la frattura creata nel tessuto storico urbano dall'intervento fascista.
In realtà il padiglione progettato dal Morpurgo, oltre a non risolvere i problemi architettonici, ne creava altri molto gravi relativi alla tutela del monumento stesso. Nell'affrettata ricostruzione del 1938 venivano infatti compromessi i più elementari principi conservativi. Il controllo ambientale degli spazi veniva preso in scarsa considerazione e il traffico che oggi scorre sul Lungotevere semplicemente non era previsto. Di fatto il padiglione genera un microclima caratterizzato da variazioni estreme e persino violente di temperatura ed umidità. Queste variazioni, combinate ai danni provocati dagli agenti atmosferici - innanzitutto l'inquinamento da traffico - mettono a rischio il marmo stesso del monumento, oltre che le parti di restauro in stucco.
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ARA PACIS AUGUSTAE, L'ALTARE DEDICATO ALLA PACE DALL'IMPERATORE AUGUSTO

Immagine:Ara Pacis Meier.JPG"Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia ... compiute felicemente le imprese in quelle provincie, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l'ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale" (Res gestae divi Augusti 12,2) (1).

Roma, maggio 2007 (testo da Wikipedia). L'Ara Pacis Augustae è un altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace, (2) intesa come dea romana, e posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, luogo emblematico perché posto a un miglio (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi).
Storia.
Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze dell'arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. Il 4 luglio del 13 a.C., infatti, il Senato decise la costruzione di un altare dedicato a tale raggiungimento in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice di tre anni in Spagna e nella Gallia meridionale.
La dedica, cioè la cerimonia di consacrazione solenne, non ebbe però luogo fino al 30 gennaio del 9 a.C., data importante perché compleanno di Livia, moglie del princeps.


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Presentazione della mostra Italics


Libreria Electa Koenig, Mondadori Multicenter
Piazza Duomo 1, Milano
giovedì 10 aprile 2008 alle ore 12.00

conferenza stampa di presentazione della mostra
ITALICS. ARTE ITALIANA FRA TRADIZIONE E RIVOLUZIONE 1968-2008

Interverranno:

Monique Veaute
Amministratore Delegato di Palazzo Grassi

Francesco Bonami
Curator Museum of Contemporary Art Chicago
Curatore della mostra

È necessario accreditarsi
Ufficio Stampa Paola Manfredi
tel. +39 335 5455539
press@paolamanfredi.com

La mostra si terrà a Palazzo Grassi, Venezia,
in collaborazione con il Museum of Contemporary Art di Chicago
da sabato 27 settembre 2008 a domenica 11 gennaio 2009


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La Scuola dell'Oro si mette in mostra al Palazzo della Ragione
clicca sulla didascalia per visualizzare l'immagine ad alta risoluzione (300+ DPI)Padova, 3 aprile 2008. La mostra, allestita da oggi fino al 3 agosto, presenta 550 pezzi della scuola orafa padovana: accanto ai maestri Mario Pinton, Giampaolo Babetto e Francesco Pavan, altri quindici artisti per un totale di quattro generazioni. I gioielli-scultura sono custoditi in un centinaio di teche, disegnate dallo stesso Babetto anni fa, mentre l'allestimento è curato dallo Studio Cappellato.
La mostra "Padova e la Scuola dell'Oro", la prima grande rassegna che la città dedica a questo fenomeno artistico, preceduta da anni di studi e di allestimenti di arte orafa contemporanea a San Rocco, vuole far conoscere al grande pubblico una realtà finora poco nota.



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