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Roma, 2 maggio 2008. Il greco Strabone ci ha lasciato un resoconto ammirato della Roma augustea, che in quegli anni si andava estendendo entro i confini del Campo Marzio, all'incirca tra l'antica via Flaminia, attuale via del Corso, e l'ansa del Tevere oggi percorsa da corso Vittorio Emanuele II.Dopo aver descritto l'ampia pianura verdeggiante, ombreggiata da boschi sacri, dopo aver detto dei portici, dei circhi, delle palestre, dei teatri e dei templi che vi erano stati edificati, Strabone passa a parlare della sacralità del luogo, sancita soprattutto dalla presenza dei due monumenti che ne segnano il confine settentrionale: il Mausoleo di Augusto, la tomba dell'imperatore, e l'ustrinum all'interno del quale verrà bruciata nel 14 d.C. la sua spoglia mortale. Tra il Mausoleo e l'ustrinum un bosco sacro, ricco di amene passeggiate. A sud-est, distante circa 300 metri, un monumentale orologio solare, il Solarium o Horologium Augusti, e l'Ara Pacis, non descritti da Strabone, chiudevano quest'area del Campo Marzio a cui l'imperatore aveva voluto affidare la sua memoria. L'Ara Pacis sorgeva lungo la via Flaminia, esattamente alla distanza di un miglio dal pomerium, lungo il limite all'interno del quale decadevano i poteri militari del magistrato. Scoperta e aperta su due lati come il tempio di Giano a sud di Roma, essa probabilmente rappresentava un accesso simbolico alla città da settentrione, come il tempio di Giano, legato anch'esso alla simbologia del passaggio guerra-pace, ne costituiva l'ingresso meridionale. >> Leggi.....
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![]() Roma, 2 maggio 2008. Quando nel 1937 il Ministro per l'Educazione Nazionale fu investito di ampio mandato per la ricostruzione dell'Ara Pacis, si pose il problema della collocazione del monumento. Esaminate varie proposte, la scelta cadde sull'area prospiciente il Mausoleo d'Augusto, i cui scavi erano appena terminati, ritenendo di poter ricostruire su di essa un centro di memorie augustee. La scelta del terreno comportò l'esproprio di alcuni edifici, anche di interesse storico, e la loro demolizione. Si decise quindi di edificare sull'area così "liberata" un padiglione a protezione del monumento. Un progetto preliminare veniva redatto dall'architetto Morpurgo, già curatore della sistemazione di piazza Augusto Imperatore. Il suo disegno, vincolato alla limitata estensione dell'area edificabile, faceva del padiglione un quarto lato a chiusura della piazza, che intendeva divenire in questo modo un raccoglitore di memorie romane. Di fatto, anche a causa del clima che portava al varo delle leggi razziali, il progetto dell'architetto ebreo Ballio Morpurgo non veniva mai realizzato, pur ispirando la progettazione e l'esecuzione dei tecnici del Comune di Roma. >> Leggi.....
Roma, 2 maggio 2008 (i testi sono stati ricavati dal sito ufficiale http://www.arapacisaugustae.it/). La decisione di riedificare l'Ara Pacis nel suo sito attuale non fu determinata da preoccupazioni circa la sua tutela o in vista di una sua esposizione ottimale, ma da ragioni di propaganda politica. Il complesso di piazza Augusto Imperatore era infatti concepito per essere un nuovo centro storico-mitologico della città moderna e del moderno impero. Al centro del progetto il Mausoleo di Augusto, da poco tempo "liberato" con l'intenzione di fame l'ultima dimora del Duce. Ad ovest l'Ara Pacis, sulla stretta striscia tra le due direttrici di via di Ripetta e del Lungotevere, doveva invece risolvere architettonicamente e simbolicamente la frattura creata nel tessuto storico urbano dall'intervento fascista.In realtà il padiglione progettato dal Morpurgo, oltre a non risolvere i problemi architettonici, ne creava altri molto gravi relativi alla tutela del monumento stesso. Nell'affrettata ricostruzione del 1938 venivano infatti compromessi i più elementari principi conservativi. Il controllo ambientale degli spazi veniva preso in scarsa considerazione e il traffico che oggi scorre sul Lungotevere semplicemente non era previsto. Di fatto il padiglione genera un microclima caratterizzato da variazioni estreme e persino violente di temperatura ed umidità. Queste variazioni, combinate ai danni provocati dagli agenti atmosferici - innanzitutto l'inquinamento da traffico - mettono a rischio il marmo stesso del monumento, oltre che le parti di restauro in stucco. >> Leggi.....
Roma, maggio 2007 (testo da Wikipedia). L'Ara Pacis Augustae è un altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace, (2) intesa come dea romana, e posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, luogo emblematico perché posto a un miglio (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi). >> Leggi.....
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| La Scuola dell'Oro si mette in mostra al Palazzo della Ragione |
Padova, 3 aprile 2008. La mostra, allestita da oggi fino al 3 agosto, presenta 550 pezzi della scuola orafa padovana: accanto ai maestri Mario Pinton, Giampaolo Babetto e Francesco Pavan, altri quindici artisti per un totale di quattro generazioni. I gioielli-scultura sono custoditi in un centinaio di teche, disegnate dallo stesso Babetto anni fa, mentre l'allestimento è curato dallo Studio Cappellato. |
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